Le politiche adottate in Europa e nel resto del mondo per contribuire alla decarbonizzazione dei diversi settori economici e alla tutela della qualità dell’aria stanno gradualmente riducendo lo scarto tra i costi delle propulsioni tradizionali, composte da un motore a combustione interna collegato a un albero di trasmissione, e quelle più rispettose dell’ambiente. Tra queste figura la tecnologia dell’idrogeno e delle celle a combustibile per i trasporti. L’idrogeno, che rientra tra i combustibili alternativi riconosciuti dalla direttiva 2014/94/UE, assumerà un ruolo sempre più rilevante nei prossimi anni. 

Le vetture a idrogeno e pile a combustibile (o “celle” a combustibile, dall’inglese “fuel cells”) sono vetture elettriche a tutti gli effetti, ma producono al proprio interno l’elettricità necessaria alla trazione, attraverso una reazione elettrochimica. Rispetto alle vetture elettriche a batteria presentano i vantaggi di un’autonomia elevata e di tempi di rifornimento rapidi, ma avranno un costo complessivo superiore agli altri sistemi di propulsione fino alla metà del prossimo decennio. Tuttavia, gli investimenti infrastrutturali necessari a garantire un numero minimo di punti di rifornimento a idrogeno risultano essere di gran lunga inferiori a quelli necessari a garantire un numero minimo di punti di ricarica per le vetture elettriche a batteria.

A livello europeo la tecnologia dell’idrogeno e delle pile a combustibile rientra tra le priorità strategiche del SET-Plan. La Germania è il Paese che ha più investito a livello globale e prevede la circolazione sul proprio territorio di 1.800.000 vetture a idrogeno entro il 2030. Al di fuori dell’Europa, i programmi più importanti vengono sviluppati in Corea del Sud e in Giappone. L’impegno del Paese del Sol Levante, in particolare, è paragonabile a quello della Germania, con circa mille punti di rifornimento a idrogeno previsti già nel 2025. Negli Stati Uniti, lo Stato più avanzato in materia è senza dubbio la California, dove dovrebbero essere disponibili 100 punti di rifornimento a idrogeno aperti al pubblico entro il 2024.  

Tutte le maggiori case automobilistiche hanno investito su questa tecnologia. Alcune - tra cui Hyundai - hanno già avviato produzioni in serie, mentre altre prevedono di introdurre propri modelli sul mercato entro il 2020. La mobilità a idrogeno e celle a combustibile, tuttavia, non si limita alle sole vetture per trasporto passeggeri, ma è già una realtà per i bus urbani e per i muletti utilizzati dalle catene di distribuzione. Sono inoltre in fase avanzata progetti per avviare la mobilità a idrogeno su rotaia (tram e treni regionali), che hanno il vantaggio di far risparmiare alle aziende di trasporto i costi legati all’installazione e alla manutenzione delle linee elettriche lungo le strade ferrate. La mobilità a idrogeno sarà presto una realtà anche sui bacini acquei.

Esempio di sistema energetico integrato basato sul vettore idrogeno

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