Per scongiurare possibili catastrofi naturali indotte dai cambiamenti climatici, alla COP 21 di Parigi (dicembre 2015) la Comunità Internazionale  si è impegnata a mettere in atto le misure necessarie ad impedire un aumento delle temperature globali superiore ai 2°C. A livello europeo, tale impegno si traduce in una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’80-95 % entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. Nel settore dei trasporti, questo comporta un taglio delle emissioni del 60%. È a tal fine che l'Unione europea ha imposto obiettivi vincolanti per il parco auto in circolazione nei Paesi membri. Dal 2015, la media delle emissioni di anidride carbonica delle vetture di nuova immatricolazione non può superare 130 g/Km, livello che scenderà a 95 g/Km a partire dal 2021 . Limiti simili sono in vigore anche per i veicoli commerciali leggeri, con obiettivi fissati al 2017 e al 2020. 

La Direttiva 2014/94/UE (conosciuta come DAFI, acronimo dall'inglese Directive on Alternative Fuels Infrastructure) stabilisce un quadro comune di misure per la realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi nell'Unione Europea, al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale dei trasporti. La direttiva stabilisce dei requisiti minimi per la costruzione delle infrastrutture di rifornimento per i combustibili alternativi, da attuarsi mediante quadri strategici nazionali, che gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione europea entro il 18 novembre 2016. L’Articolo 5 della direttiva concerne la “Fornitura di idrogeno per il trasporto stradale”. Gli Stati membri che decidono di includere nei propri quadri strategici nazionali punti di rifornimento per l'idrogeno accessibili al pubblico "assicurano, entro il 31 dicembre 2025, la disponibilità di un numero adeguato di tali punti, per consentire la circolazione di veicoli a motore alimentati a idrogeno, compresi veicoli che utilizzano celle a combustibile, nelle reti stabilite da detti Stati membri, inclusi, se del caso, collegamenti transfrontalieri".

 

È in questo quadro che i gruppi di lavoro di Mobilità Idrogeno Italia hanno redatto una bozza di Piano Nazionale di Sviluppo delle Infrastrutture di Rifornimento di Idrogeno per i Trasporti stradali, trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico come contributo per il Quadro Nazionale sui combustibili alternativi da trasmettere alla Commissione Europea in ottemperanza alla direttiva DAFI. Il piano MH2IT prevede una serie di scenari relativi a numero di vetture e stazioni di rifornimento, oltre alle quantità di idrogeno necessarie, alla sua produzione ed ai benefici ambientali in termini di riduzione delle sostanze inquinanti. Sono stati inoltre stimati costi ed incentivi.

Lo scenario sulle immatricolazioni di autovetture a idrogeno in Italia prevede l’introduzione di 1.000 autovetture entro il 2020, per poi raggiungere uno stock di circa 27.000 al 2025 (0,1 % del parco veicoli italiano), circa 290.000 al 2030 (0,7 % del parco veicoli italiano) e circa 8,5 milioni (20 % del parco veicoli italiano) al 2050.

Passando agli autobus, lo scenario prevede una penetrazione più importante rispetto alle autovetture. Gli operatori del trasporto pubblico, attivi in ambito cittadino, dovranno infatti garantire un ruolo guida nella transizione verso una mobilità alternativa, specialmente nelle prime fasi di mercato. Si prevedono così 100 autobus entro il 2020, per poi raggiungere uno stock di circa 1.100 al 2025 (1,1 % dello stock totale), circa 3.700 al 2030 (3,8 % dello stock totale) e circa 23.000 al 2050 (25 % dello stock totale). 

Un notevole miglioramento nella fuel economy delle autovetture e degli autobus a idrogeno è atteso fino al 2050, incrementando la competitività rispetto ai veicoli convenzionali, soggetti anch’essi a miglioramenti ma in maniera meno marcata. Questo fa sì che eventuali incentivi per coprire la differenza di costo tra veicoli a idrogeno e veicoli tradizionali potrà essere ridotta progressivamente.

MH2IT ha considerato stazioni di rifornimento di diverse dimensioni, a seconda che siano destinate al rifornimento di autovetture o di autobus. Le stazioni più piccole saranno costruite nella fase iniziale (2020-2022), a servizio di piccole flotte di veicoli (captive fleets di 170 autovetture e 19 autobus al 2020). La costruzione di piccole stazioni permette il rapido raggiungimento di una copertura minima delle principali arterie di trasporto (TEN-T) e dei principali centri abitati, preparando così il successivo passaggio alla diffusione di massa. Dopo questa fase iniziale è prevista solamente la costruzione di stazioni di grande taglia, che faciliteranno il ritorno degli investimenti.

Cerimonia di conclusione della COP 21 - Parigi, dicembre 2015

© UNFCCC

Oltre il 40% delle emissioni di ossido di azoto deriva dai trasporti stradali. La combustione di carburanti contribuisce in modo significativo all'inquinamento atmosferico, responsabile di oltre 84mila morti premature in Italia nel 2012.

Fonte: Agenzia europea per l'Ambiente

Evoluzione attesa dello stock di vetture a idrogeno in Italia

Evoluzione attesa della percentuale di vetture a idrogeno in Italia

Evoluzione attesa del numero di stazioni di rifornimento di idrogeno in Italia (automobili)

Evoluzione attesa del numero di stazioni di rifornimento di idrogeno in Italia (autobus)

L'Italia dovrà dotarsi di un numero adeguato di stazioni di rifornimento per consentire la libera circolazione di veicoli alimentati a idrogeno sul territorio nazionale entro il 31 dicembre 2025

Fonte: direttiva 2014/94/UE

Entro il 2020 sono previsti 10 nuovi distributori di idrogeno per autovetture e 10 nuovi distributori per autobus. Il numero aumenterà progressivamente fino a raggiungere oltre cinquemila distributori per autovetture e oltre trecento per autobus al 2050. 
 IL PIANO NAZIONALE 

DOCUMENTI

Documento di sintesi del Piano Nazionale di Sviluppo trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico

Estratto del Piano Nazionale: politiche UE in materia di trasporti

Estratto del Piano Nazionale: stato tecnologico e ruolo dell'idrogeno nella transizione energetica

Estratto del Piano Nazionale: scenari europei nel settore dei trasporti

Estratto del Piano Nazionale: sviluppo dei veicoli a idrogeno in Italia

Estratto del Piano Nazionale: sviluppo dei distributori di idrogeno in Italia

Estratto del Piano Nazionale: riduzione delle emissioni

Please reload

 © 2016 H2IT - Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile | Piazzale Rodolfo Morandi 2, 20121 Milano | Tel. +39 02 77 79 03 07 | P. IVA IT 04374810960